Sfagno

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Lo sfagno

se ne contano oltre 300 specie, possono essere monoiche o dioiche, detti sfagni o muschi delle torbiere. Lo sfagno, quando cresce in acqua, forma un protonema (fusto centrale) filamentoso e ramificato Lo sfagno che cresce in ambienti terrestri invece è formato da un filamento formato da poche cellule, dalla cellula apicale si forma una lamina, dalla quale si svilupperanno rizoidi effimeri ( apparato del tutto simile a quello radicale ma con unica funzione di ancoraggio al substrato) e un protonema foglioso. Lo sfagno, il cui fusto è rivestito da uno strato di cellule morte, per capillarità può assorbire acqua fino a circa venti di volte il suo peso secco, vive in ambienti paludosi, acquitrinosi e molto umidi, poveri di minerali, dove formano popolazioni di compatti pulvini, dette sfagnete, mentre lo sfagno cresce,la parte inferiore muore, dando vita a quella che poi diventerà torba.

Sfagneta Montecimone
Morfologia Sfagno



Proprietà

Molte specie di piante carnivore da centinaia di anni si sono adattate a vivere in simbiosi con lo sfagno, infatti nella coltivazione esso viene usato moltissimo, vegetante o disidratato, è un ottimo substrato che aiuta, grazie alla creazione di un ambiente ad alto tasso di umidità, la germinazione dei semi, la taleizzazione, stimola la crescita, è una riserva di acqua, aiuta a mantenere la giusta temperatura o raffreddare il substrato, protegge da piogge e dilavamenti, ed è antifungineo. Lo sfagno per le sue molteplici proprietà e considerato dai coltivatori una "panacea".

Sfagno tulio 2.jpg Sfagno vegetante (vivo)

Sfagno secco 001.JPG Sfagno disidratato (secco)

Lo sfagno è comunque una specie vegetale ad alto rischio di estinzione, e ne è assolutamente vietata dalla legge la raccolta in natura, senza l'autorizzazione delle autorità di competenza.

Facciamo noto che, l'avventurarsi da soli in una sfagnera è estremamente rischioso, in quanto lo sfagno, può rivelarsi una trappola non meno pericolosa delle "sabbie mobili".


Coltivazione dello sfagno

Il modo migliore per coltivare lo sfagno, è appunto quello di imitare nel miglior modo possibile ciò che avviene in natura, quindi appunto realizzando una sfagnera. La sfagnera non è altro che un "cuscino" di sfagno galleggiante, che posa su un sottile strato di torba (ma può tranquillamente anche esser realizzata solo utilizzando acqua demineralizzata).
Si consiglia di vedere il videotutorial sulla costruzione di una sfagnera o il Tutorial costruzione sfagnera con riserva idrica.
Vediamo adesso come dobbiamo comportarci per riuscire a coltivare al meglio il nostro tanto amato muschio:

Substrato

Utilizzare solo e soltanto torba acida di sfagno mista a perlite; questo composto è il migliore per la crescita dello sfagno.

Acqua e Livello idrico

Utilizzare solo ed esclusivamente acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa; infatti acqua calcaree o ricche di minerali sono fattori limitanti per la corretta crescita dello sfagno. Esso infatti è molto sensibile alla qualità dell'acqua utilizzata. Per quanto riguarda il livello idrico, in generale (senza soffermarci troppo sulle specie) quasi tutti gli sfagni proliferano bene con il livello dell'acqua alto, quasi a livello della testa; si ottengono in questo modo, sfagni a crescita più rapida, ma con fusti molto più corti e piedi più lunghi (ciò è causato dall'acqua che causa un soffocamento del fusto immerso dello sfagno, fusto che quindi va incontro a morte e trasformazione in piede biancastro molto rapidamente).

Luce e Fotoperiodo

La luce è un elemento fondamentale per la crescita, anche se c'è da dire che alcune specie di sfagno crescono bene solo se posizionate in luogo con luce solare diretta per parecchie ore, altre invece crescono bene anche in penombra. In generale possiamo comunque dire che un'esposizione solare diretta anche per parecchie ore non è pericolosa, se accompagnata da una notevole disponibilità di acqua. Per quanto riguarda il fotoperiodo più è lungo, e più è abbondante la crescita dello sfagno; in inverno infatti, con un fotoperiodo molto ridotto, lo sfagno rallenta molto la sua crescita fin quasi a fermarsi, per poi riprendere normalmente a vegetare dalla primavera all'autunno.

Condizioni ottimali di coltivazione

fotoperiodo di 14-16 ore, temperature medio-alte (con minime notturne superiori a 5 °C) e una grande disponibilità di acqua pura e leggermente acida. Sono questi i fattori che influenzano positivamente la crescita dello sfagno.

Condizioni sfavorevoli

Siccità (anche solo per un paio di giorni), accompagnata da alte temperature ed esposizione a luce solare diretta, causano la morte dello sfagno.

Imbrunimenti

Le cause che portano lo sfagno a scurirsi, fino a diventare nero, possono essere due:

  • Lo sfagno viene posizionato direttamente alla luce diretta del sole, dopo essere stato coltivato all'ombra; questa condizione causa bruciature alle teste, ma senza gravi conseguenze. Basta tenere il livello idrico più alto, causando così un'umidità maggiore.
  • I tannini che si trovano nella torba possono causare macchie scure (simili a bruciature) alle teste dello sfagno. Questa è una condizione assolutamente normale a cui non esiste rimedio, se non attendere che con la crescita lo sfagno pian piano riacquisti la sua colorazione verde.
Tipico annerimento dovuto a bruciatura: notare come la testa sembri "carbonizzata"
Tipico annerimento da accumulo di tannini
Tipico annerimento da accumulo di tannini

Metodi alternativi di coltivazione

in terrario la coltivazione dello sfagno risulta molto semplice, infatti le condizioni di umidità, luce e temperatura che si vengono a creare all'interno, consentono una crescita rapida e rigogliosa del nostro amato sfagno.

Alcune specie...

  • Sphagnum affine
  • Sphagnum apiculatum
  • Sphagnum auriculatum
  • Sphagnum balticum
  • Sphagnum capillifolium
  • Sphagnum compactum
  • Sphagnum cuspidatum
  • Sphagnum cymbifolium
  • Sphagnum fallax
  • Sphagnum fuscum
  • Sphagnum girgensohnii
  • Sphagnum magellanicum
  • Sphagnum majus
  • Sphagnum molle
  • Sphagnum palustre
  • Sphagnum papillosum
  • Sphagnum platyphyllum
  • Sphagnum riparium
  • Sphagnum rubellum
  • Sphagnum russowii
  • Sphagnum squarrosum (quello più usato per le carnivore)
  • Sphagnum subnitens
  • Sphagnum subsecundum
  • Sphagnum warnstorfii


Voci correlate


  • Autori: Sonia Ibelli (sonia-80-pi), Roberto
  • Fonte img: Tulio-CPI / Sonia Ibelli (Sonia-80-pi)
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