Protocarnivore

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Piante protocarnivore

Si definisce protocarnivora una pianta in grado di attrarre , uccidere e ma non digerire autonomamente le proprie prede.

Le piante più conosciute come proto-carnivore sono la Roridula e la Catopsis berteroniana.

Roridula gorgonias
La Roridula, originaria del Sudafrica, produce sulle sue foglie una vera e propria resina, molto più appiccicosa della colla di qualsiasi pianta carnivora.

Non ha però capacità digestive (non è stata riscontrata alcuna attività enzimatica) ed ha quindi sviluppato una rapporto di simbiosi con due particolari insetti: Pameridea roridulae, che vive indifferentemente sia su Roridula Gorgonias che su Roridula Dentata; e Pameridea marlothii che vive esclusivamente sulla Roridula Dentata. Questi insetti, la cui prosperità è legata esclusivamente alla possibilità di vivere sulle Roridule (non sono altrimenti in grado di procurarsi cibo se non quello che resta intrappolato sulla pianta), riescono a non rimanere invischiati nella resina e si nutrono degli insetti rimasti intrappolati sulla Roridula, dopodichè defecano sulle foglie. Queste feci fungono da vero e proprio concime fogliare per la Roridula.


La Catopsis berteroniana ha lo stesso metodo di cattura della Brocchinia reducta: le prede finiscono nella sua urna ricolma di acqua, dove grazie ad al lavoro di batteri vengono digerite e quindi assorbiti dalla pianta. Non è stato però isolato alcun enzima digestivo prodotto da questa pianta.


Altre piante Protocarnivore meno famose ma non meno belle sono la Ibicella Lutea e la Proboscidea louisianica, piante molto simili ad una comune pianta di zucca, ma interamente rivestite di una peluria appiccicosa e vischiosa che cattura moltissimi insetti , ma non producono alcun enzima atto alla digestione. Si pensa che questo sia un meccanismo di protezione (comune in molte altre piante, come tabacco o pomodori) per difendersi dai parassiti.

Proboscidea louisianica
fiore di Proboscidea louisianica


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