Byblis gigantea

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Byblis gigantea
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Nome scientifico: Byblis gigantea
Nome comune: Pianta arcobaleno gigante
Famiglia: Byblidaceae
Distribuzione: Australia del sud - ovest e Nuova Guinea
Habitat: Zone sabbiose semiaride
Tipo di trappola: A colla, passiva



Indice

Descrizione

Byblis gigantea è una pianta carnivora australiana che cresce solitamente in gruppi molto compatti e vigorosi . Possiede foglie ricoperte da peli, ognuno dei quali dotato di una ghiandola secernente una sostanza vischiosa che attira, intrappola e digerisce gli insetti. Può arrivare a misurare 70 cm di altezza.

Distribuzione

Cresce nel sud-ovest dell'Australia. E' una pianta perenne che prevalentemente vegeta in zone sabbiose acide, soggette ad aridità estiva.

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Tipo di trappola

Le trappole sono a colla di tipo passivo, e quindi non in grado di avviluppare la preda.

Le foglie sono ricoperte da tentacoli ghiandolari, in grado di secernere sostanze terpenoidi ed enzimi digestivi, atte a catturare le prede e digerirle assorbendone i liquidi nutritivi.

Fiori

I fiori, composti da 5 petali rosa/viola pallido, larghi da 3 a 4 cm, sono portati su steli lunghi fino a 15 cm, hanno la peculiarità di possedere sepali ricoperti di peli collosi.

Una curiosità: i fiori di questa specie vengono impollinati tramite il processo di impollinazione detto "buzz"; durante questo processo gli insetti impollinatori, battendo le ali ad alta frequenza, fanno in modo che il polline si vada ad attaccare ai loro peli, trasportandolo su altri fiori permettendone la fecondazione. In coltivazione si può stimolare la produzione di polline avvicinando un diapason in vibrazione al fiore , questo solamente dopo aver messo un foglio sotto in modo che il polline cadendo possa essere poi successivamente raccolto e utilizzato per l'impollinazione.

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Coltivazione

Il substrato può essere composto in percentuali pressocchè uguali dalle seguenti componenti .

  • torba
  • perlite
  • sabbia di quarzo o sabbia di fiume non calcarea ( è consigliabile utilizzare sabbia con un diametro compreso tra 0.5 e 1 mm )

Lapillo Pomice Ceramis Kanuma Akadama

Si può aggiungere volendo una piccola percentuale di terriccio universale ( tra il 5 e il 10% del composto totale ) con ottimi risultati; Questo perchè questa pianta non vive in terreni completamente privi di sostanze nutritive e gradisce un piccolo contenuto di microelementi e macromolecole (N,P,K).

La B.gigantea va coltivata ben esposta al sole e in vasi capienti, larghi almeno 15 cm e possibilmente piuttosto alti. L'acqua va somministrata dal sottovaso ogni qualvolta è stata assorbita quella precedente. Occorre prestare attenzione alle bagnature, in quanto la pianta soffre di eccessive irrigazioni ,del ristagno idrico a livello radicale e dell'eccessiva umidità al livello del colletto . In inverno il substrato dovrà essere mantenuto invece sempre leggermente umido , assicurandosi di tenere la pianta in un posto molto luminoso e ventilato. La B.gigantea può soffrire l'eccessiva insolazione, alle nostre latitudini, durante le ore centrali della giornata. Se necessario, schermarla leggermente dai raggi diretti. In inverno la pianta entra in riposo vegetativo: è opportuno non scendere sotto i 5° C ( la pianta può resistere a brevi gelate a patto che il sia riparata dal vento ) . Questo periodo è il più indicato per le operazione di rinvaso, se necessarie.

Propagazione

Da seme

Questa specie di Byblis è soggetta, in natura, ad incendi stagionali e i suoi semi si sono quindi adattati a germinare proprio a seguito di questi incendi. In coltivazione, per ottenere dei buoni risultati, è necessario ricorrere all' affumicatura dei semi Una volta affumicati, i semi vanno cosparsi sul substrato (il medesimo utilizzato per la coltivazione) senza interrarli. Vanno poi mantenuti ad una temperatura minima di di 15 gradi e posti in una posizione molto luminosa. Come un po' tutte le Byblis, è preferibile seminare un singolo seme per ogni vasetto, e trapiantarlo successivamente nel vaso finale con l'intero pane di torba. Pare che un periodo di permamenza in frigo di circa 3-4 mesi, prima dell'affumicatura, influisca positivamente sulla buona riuscita della semina.

E' possibile, in alternativa all'affumicatura, trattare i semi con acido gibberellico o cartine per l'affumicatura .

Il periodo ideale per la semina è fine estate o inizio primavera .

I tempi di germinazione sono solitamente di 4-5 settimane. Le plantule inizialmente avranno una crescita lenta, ma dopo un paio di mesi cominceranno a crescere molto velocemente, raggiungendo l'età adulta a circa 7-8 mesi .

Da talea

E' possibile la moltiplicazione da talea prelevando delle porzioni apicali di fusto di circa 10 cm, ponendole a radicare in sfagno vivo oppure in un composto di torba e sabbia, mantenendo le talee umide la radicazione avviene in 4-5 settimane. Il periodo migliore per effettuare questo tipo di riproduzione è la primavera.

Malattie e parassiti

Tra i peggiori nemici di questa pianta troviamo : Oidio e botrite , che possono essere combattute con l'utilizzo di fungicidi di contatto a base di propoli .

Afidi , che attaccano facilmente il punto di crescita e le nuove foglie . E' preferibile eliminarli a mano ma in caso di infestazioni di una certa entità si può procedere con l'utilizzo di insetticidi di contatto o sistemici a patto di non esagerare con le dosi .

Voci correlate

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Autore: Luca Imbruglia , Claudio Ultima modifica : Luca Imbruglia (21/12/2017)

fonte immagini: cpphotofinder.com

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